Viticoltori «Il merlot, re indiscusso»

Ma nel Bellinzonese e in Mesolcina anche altre uve giocano un ruolo importante Secondo il presidente della Federviti locale il 2017 presenta già dati incoraggianti

«PerBacco!», la festa della vendemmia di Bellinzona, ha aperto le sue porte giovedì e continuerà fino a domani. L’evento rende omaggio al settore viticolo cantonale ed è inoltre un’importante vetrina per l’offerta distrettuale. E proprio per sondare lo stato di salute di quest’ultima, scoprendo le particolarità dell’uva e dei vini caratteristici della zona, abbiamo intervistato Mirto Ferretti , presidente della sezione Bellinzona e Mesolcina della Federazione viticoltori della vizzera italiana (Federviti). «Il merlot rimane ovviamente il re indiscusso costituendo l’80% di ceppi coltivati sul territorio cantonale – spiega Ferretti –. E il 20% di questa produzione totale è rappresentato da uva del Bellinzonese». Non si tratta però dell’unica uva degna di nota nella regione: escludendo il protagonista indiscusso che nel distretto raggiunge quasi il 90%, troviamo anche ceppi di bondola, che era il vitigno principale della regione fino agli anni 50, cabernet franc, cabernet sauvignon e pure nuovi tipi di uve come il carminoir, diolinoir e gamaret. Tra i vini bianchi il chardonnay è il principale, seguito da sauvignon bianco e sémillon, è in aumento anche la coltivazione di varietà resistenti alle principali malattie della vite.

«Nel distretto di Bellinzona è attivo un numero importante di viticoltori, più di 600 – continua Ferretti –. La particolarità del comprensorio è che presenta essenzialmente vigneti di piccole dimensioni, a volte anche meno di 1.000 metri quadrati, nei quali si coltiva ancora in modo tradizionale. Mi riferisco in particolare all’area collinare, dove la vite è anche una componente importante del paesaggio e inoltre è stato recentemente dimostrato come questi vigneti consentano di mantenere un habitat naturale di elevata biodiversità». Ferretti racconta inoltre che le aziende viticole che vivono di viticoltura non sono molte, circa una decina, e la maggior parte di esse valorizzano la loro produzione offrendo un vasta gamma di vini di territorio.

«La produzione media del distretto è di 105.000 quintali su una superficie di 171 ettari: questi dati rendono evidente come nella regione la resa delle viti non sia elevata, a tutto vantaggio della qualità», aggiunge. Nonostante il gelo e la grandine che hanno contraddistinto questa stagione, in particolare per i 150 viticoltori della Mesolcina dove sono andati persi tre ettari di vigna, Ferretti afferma che il raccolto di quest’anno non è compromesso: al contrario, i dati della gradazione zuccherina rilevati negli ultimi giorni di agosto sono già a livello di possibile raccolta e permettono di affermare con certezza che l’annata 2017 sarà di ottima qualità. La maturazione è infatti anticipata e in rialzo da circa dieci anni a causa del riscaldamento climatico.

PHB

Mirto Ferretti conclude affermando che per la Federviti l’evento nella capitale «è una fonte di grande orgoglio» e ricorda che la sezione di Bellinzona e Mesolcina organizza regolarmente corsi serali teorici e pratici sulla protezione fitosanitaria, la corretta gestione della vite e altri aspetti come la vinificazione o i problemi legati al territorio e le previsioni agrometeo. Maggiori informazioni sul sito www.federviti.ch, sezione Bellinzona e Mesolcina.

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